Non solo Napolitano: i 6 Presidenti che si sono dimessi

Nei giorni che precedono le imminenti dimissioni di Giorno Napolitano, ricordiamo gli altri inquilini del Quirinale che hanno lasciato prima del tempo. 

Antonio Segni

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Quarto Presidente della Repubblica italiana. Eletto il 6 maggio 1962, si dimise volontariamente il 6 dicembre 1964. Con soli due anni e mezzo, la sua è la presidenza più breve della storia repubblicana. Alla base del gesto, ragioni di salute. Il 7 agosto 1964 Segni fu colpito da trombosi cerebrale, durante un colloquio piuttosto agitato con il socialdemocratico Giuseppe Saragat (che gli successe alla presidenza) e l’allora Presidente del Consiglio Aldo Moro. Per Segni fu dichiarato l’impedimento temporaneo: ciò permise di non affrontare una nuova elezione ma di affidare l’incarico pro-tempore al Presidente del Senato, Cesare Merzagora, che fu «reggente» fino al 29 dicembre dello stesso anno. Pochi giorni prima, Segni presentò le dimissioni «volontarie».

Oggi Giorgio Napolitano si dimetterà da Presidente della Repubblica. Piero Grasso, Presidente del Senato, lo sostituirà fino all’elezione del nuovo capo dello Stato. Quella di Napolitano è stata la presidenza più lunga nella storia della Repubblica. Eletto il 15 maggio 2006, Napolitano è stato anche l’unico degli inquilini del Quirinale a essere rieletto: il 20 aprile 2013, bloccati dall’incapacità di trovare un nome ad egli alternativo, i principali leader politici, gli chiedono la disponibilità a un secondo mandato, che il Presidente concede precisando da subito che sarà un incarico temporaneo (anche perché ha la tenera età di 88 anni).

Nei quasi 69 anni di storia Repubblicana l’Italia ha avuto 11 Presidenti della Repubblica. Oltre a Napolitano, si sono dimessi altri sei. Ecco chi sono, e i motivi delle dimissioni.

 

 


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